Quando frequentavo le scuole medie ricordo benissimo uno dei bidelli: il nome mi è oramai scomparso dalla mente, ma il soprannome no! Lo avevamo, infatti, soprannominato “Nonsipuò”.
Qualsiasi cosa gli chiedessi la risposta era sempre la stessa: “Ci serve del gesso per la lavagna”. “Nonsipuò”. “Si è rotto il cancellino, se ne può avere un altro?”. “Nonsipuò”. “Posso andare ai servizi prima che arrivi la Prof?” “Nonsipuò”. E via così, per tre anni costellati dalla stessa risposta.
In queste ultime settimane ho rifatto un salto all’indietro, se vogliamo anche molto piacevole per i ricordi.
“Ma non si possono mettere all’asta le frequenze TV?” “Nonsipuò”.
Ma non si può chiedere alla Svizzera di tassare i patrimoni usciti dall’Italia in modo non legale? “Nonsipuò”.
Ma non si può pensare a tagliare i privilegi? “Nonsipuò”.
Ma non si può immaginare altro che non sia aumentare la benzina e il gasolio? “Nonsipuò”.
L’elenco sarebbe lungo, ma mi fermo qui. O “Nonsipuò”?
Tlà